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Presentazione del libro "Una sofferta disputa di fede" di Francesco Augello

Mercoledì 10 luglio 2013, alle ore 18,00 nell’aula magna del Liceo Classico “R. Settimo” di Caltanissetta sarà presentato il volume "Una sofferta disputa di fede" di Francesco Augello, Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta con Prefazione di Matteo Collura.

  • Saluto: Vito Parisi, Dirigente scolastico del Liceo Classico “R. Settimo”
  • Presentano: Massimo Naro, Direttore del Centro Studi “A. Cammarata” di S. Cataldo, Gianbattista Tona, Consigliere Corte d’Appello di Caltanissetta
  • Coordina:  Antonio Vitellaro, Presidente della Società Nissena di Storia Patria.
  • Conclude: Francesca Fiandaca Riggi, Docente di lettere classiche

Sarà presente l’Autore.

Riflessioni sul libro:

“E’ incomprensibile che Dio esista ed è incomprensibile che non esista” (dai Pensieri di Pascal).
Allora è vano ogni tentativo di giungere alla conoscenza del divino, che i più grandi pensatori hanno fatto nei secoli?
Eppure, è innato nell’uomo il desiderio della conoscenza del divino, che ha alimentato la mente e il cuore delle più grandi intelligenze dell’umanità.
E’ un tentativo velleitario o un desiderio inestinguibile dell’animo umano?
Ci ha provato anche Francesco Augello, con questa sua opera prima, Una sofferta disputa di fede, a dare una risposta ai tanti interrogativi che il divino, e la religione, pongono all’uomo; e l’ha fatto con gli strumenti che sono propri della sua formazione culturale: i testi della letteratura mondiale, i testi sacri, gli scritti dei pensatori.
Scrive Matteo Collura nella prefazione: “Sempre gli uomini hanno tentato di conciliare ciò che si crede per fede con ciò che si crede per esperimento d’indagine, ossia conciliare l’inconciliabile. Grave errore. Fede e ricerca scientifica sono due valori distinti del patrimonio ideale dell’umanità. Conviene lasciare a ciascuno il suo valore intatto e pensare che la ricchezza del mondo è tale, perché sono tante le verità. Francesco Augello, in proposito, sembra pensare allo stesso modo. Ed è un buon motivo per bene accogliere questo libro”.
Massimo Naro e Gianbattista Tona, che presenteranno il libro di Augello il 10 luglio al liceo classico di Caltanissetta, diranno la loro a proposito di questa “vexata quaestio” che attraversa secoli del pensare umano; ogni lettore potrà farsene un’idea personale.
“Le ragioni del credere e del non credere”, come le chiama Francesca Fiandaca nella sua postfazione, si snodano in una sequenza di lettere tra Francesco e Marco, in cui ognuno dei due espone con forte convincimento le proprie idee: il primo è alla ricerca della fede, il secondo lo stimola e incoraggia, dalla serena prospettiva del conforto della fede.
Scrive Francesca Fiandaca: “Dalle pagine di questo libro, avvincenti ed emozionanti, emerge il ritratto di un’anima inquieta, di uno spirito indagatore che con passione e acume pone a se stesso assillanti interrogativi sul senso della vita, consapevole che ogni ricerca sull’uomo e sulla storia impone una pluralità di percorsi e una polifonia di voci che si intrecciano e tendono ad una sintesi armonica nell’unicità della persona. Un’opera singolare, aperta, ispirata alla vita ed a questa sovrapponibile per la sua unicità e problematicità”.
Nell’altra postfazione, Antonio Vitellaro individua nella fede e nella speranza della fede il filo conduttore del libro: “Si gioca tutto entro questi due “confini” il percorso che Francesco compie con il suo amico Marco, secondo i modi della corrispondenza epistolare, che talvolta assume le forme del contraddittorio, talaltra del dissidio interiore che cerca conforto nella parole dell’altro. Se l’anelito più recondito e segreto del lungo peregrinare attraverso le saggezze dei testi sacri e di quelli profani era quello di giungere ad una conclusione, in un senso o nell’altro, dobbiamo affermare che l’aspettativa rimane delusa”.
In questa incessante e tormentata ricerca, resta la speranza.
Scrive Francesco: “Io sento il bisogno di cercare ancora… chi sa che qualcosa non accenda d’improvviso l’orizzonte oscuro… Le porte della speranza non le chiude nessuno o quasi, ma non so dirti con certezza se la speranza è oggi meno vaga di quanto lo fosse all’inizio della nostra corrispondenza. Il dubbio è ancora un nodo da sciogliere”. Gli risponde Marco: “Ma bisogna sempre sperare”.

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