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Le poesie siciliane di Giovanni Meli, tradotte in veneziano da Antonio Lamberti. Presentazione a Portogruaro e a Belluno

Giovanni Meli chi? Rischia di diventare un illustre sconosciuto il poeta siciliano più famoso fino ai suoi tempi (1740-1815); si avvicina il secondo centenario della sua morte, ma nessuno se ne sta ricordando.
Ci ha pensato la Società nissena di storia patria, che ha colto a volo la fortunata circostanza del ritrovamento di una versione in dialetto veneziano delle più belle poesie del Meli, realizzata dal poeta veneto di origini bellunesi Antonio Lamberti.

Il ritrovamento dell’edizione bellunese del 1818 (Poesie siciliane del celebre abate Giovanni Meli trasportate in versi veneziani da Antonio Lamberti) lo si deve al nisseno Arcangelo Curti, che vive a Belluno, dove opera come addetto culturale di Heliopolis, l’associazione dei siciliani nel Bellunese. Antonio Vitellaro, presidente della storia patria nissena, ha curato il volume che raccoglie le più belle poesie siciliane del Meli con il testo in veneziano a fronte.

Le riflessioni critiche sono state curate da Francesco Piero Franchi, bellunese, che ha sottolineato il significato storico e letterario dell’esperienza poetica del Meli nella lingua della “nazione” Sicilia, e il nostalgico rimpianto, da parte del Lamberti, per una “nazione” veneta che non c’era più dal 1797.
Esperienze, quella più famosa del Meli e quella più circoscritta del Lamberti, che ci dicono di entità regionali che si avviavano, in quei decenni, a concludersi, e di una idea di nazione italiana ancora da definire, anche sul piano linguistico.

In questi giorni, nel Veneto si parlerà del poeta dell’apuzza nica e del cantore della biondina in gondoleta: Meli e Lamberti saranno ricordati a Portogruaro, il 6 maggio, e a Belluno, due giorni dopo; un bel gesto di italianità: la poesia che unisce all’insegna dell’amicizia tra veneti e siciliani.
E non è poco in un tempo di fallaci tentazioni di secessione, se si pensa che il volume che sarà presentato ha visto la luce grazie alla munifica disponibilità di un imprenditore di origini siciliane, Liborio Galante, che ha fatto fortuna nel Veneto.

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